2222
KXE 450F MY 2007
Foto e riprese video: Pettolino
Testo e prova: Posaja

Per un Kawasakista ultadecennale come me, non vi nascondo che testare un mezzo come questo da una emozione in più.

KL nella persona di Eugenio Cova (direttore dell'ufficio stampa) ci ha permesso di effettuare una serie di test nell'arco di un periodo lungo, mettendoci a disposizione l'attuale modello di punta per il mercato dell'off-road agonistico.

Linee morbide, ma decise caratterizzano lo stile della nuova KXE 450F che veste la consueta livrea verde acido che Kawasaki riserva alla produzione racing.

Ma iniziamo con una breve carrellata sui dati tecnici.

KL Spa

    SCHEDA TECNICA

    • Prezzo al Pubblico: € 9.170,00
    • Motore: Monocilindrico 4T
    • Cilindrata: 449 cc
    • Raffreddamento: A liquido
    • Alesaggio x Corsa: 96 x 62,1 mm
    • Distribuzione: DOHC a 4 valvole
    • Rapporto di Compressione: 12,0:1
    • Carburatore: Keihin FCR40
    • Accensione: Elettronica digitale AC-CDI
    • Cambio: A 5 rapporti
    • Avviamento: A pedale con ACR
    • Trasm. Primaria: A ingranaggi
    • Trasm. Finale: A catena
    • Telaio: Perimetrale in alluminio
    • Inclinazione di Sterzo: 27,1°/117 mm
    • Sosp. Ant.: Forcella telescopica upside-down Kayaba da 48 mm con steli trattati (DLC)
    • Sosp. Post.: Nuova Uni-Trak con ammortizzatore regolabile Kayaba
    • Pneum. Ant.: 90/100-21
    • Pneum. Post.: 140/80-18
    • Freno Ant.: Disco semiflottante a margherita da 250 mm con pinza a doppio pistoncino
    • Freno Post.: Disco singolo a margherita da 240 mm con pinza a singolo pistoncino
    • Lunghezza: 2.185 mm
    • Larghezza: 820 mm
    • Altezza: 1.280 mm
    • Interasse: 1.485 mm
    • Altezza sella: 940 mm
    • Peso a secco: 106,8 Kg
    • Capacità serbatoio: 7,2 lt
    • Omologazione: Unica END/SM Euro 2 - 2 Posti

Al primo impatto la moto colpisce per l'estetica, le volumetrie armoniose ed il bellissimo telaio scatolato d'alluminio di tipo perimetrale (ricordiamo che Kawasaki per prima introdusse la soluzione del perimetrale nell'off-road per le sue caratteristiche di rigidità e precisione) evocano i canoni più aulici della bellezza in senso puro.

L'estrema leggerezza del mezzo è immediatamente percepibile, anche solo per gli spostamenti a mano.

Il rubinetto carburante dalle sole due posizioni (ON/OFF) denuncia la provenienza crossistica del progetto.

L'assenza del selettore di riserva obbliga ad un certo grado d'attenzione ai consumi nelle uscite giornaliere.

Il reparto sospensioni resta fedele al marchio Kayaba con il meglio della produzione attuale. All'anteriore una bella rovesciata da 48mm con trattamento degli steli per la scorrevolezza dona una morbidità di risposta unica unita al look accattivante della colorazione nera dello stelo contrapposta al color rame del fodero.

 

Il mono è dotato di un doppio registro di regolazione per le alte e le basse velocità, la molla è una chicca realizzata in titanio!

 

La taratura e l'assetto complessivo del mezzo sono da enduro vera!

l'impulso che comanda la trasmissione dati non è attuato da un magnete, ma da un diodo che misura l'alternanza vuoti pieni.

Dischi a margherita all'anteriore ed al posteriore con pinze e pompanti marchiati Nissin.

Sul posteriore è anche posizionato il sistema di captazione del movimento che interfaccia con l'unico strumento digitale, facente le funzioni di tachimetro, contachilometri e contagiri.

Un unico blocchetto comandi aziona luci, frecce e clacson previsti dal kit di omologazione per l'uso stradale.

A destra l'imponente trave ascendente del telaio è bello come fosse una scultura d'arte moderna.

Tra le differenze esteriori col modello cross, oltre agli indicatori di direzione, il faro e la targa, c'è il cavalletto laterale a stampella di tipo a scatto rapido e dotato di elastico di sicurezza per fissarlo nella posizione di chiusura.

Anche il silenziatore differisce da quello della sorellina da pista per una maggiore lunghezza ed un migliore potere fonoassorbente anche se il sound resta prepotente ed un pò più elevato delle rivali CRF e WR.

Molto contorta ed alta la leva d'avviamento che impone una salda presa a terra del piede d'appoggio per poterla azionare efficaciemente.

L'accensione è esemplare, il KXE parte al primo colpo in ogni situazione, a caldo ed a freddo, come da tradizione Kawasaki.

Alla moto viene aggiunto un telaietto di supporto del parafango posteriore con integrata una maniglia molto pratica per girare il mezzo a mano o per tirare via la ruota dal fango o da un canale.

Esigua la protezione offerta dallo skid plate di serie per la delicata zona di accoppiamento dei carter centrali del motore.

Nella foto sotto possiamo ammirare i registri di regolazione rapida della carburazione ed il pomello dell'arricchitore per le partenze a freddo, il tutto molto factory style.

Altra provenienza tipicamente crossistica è denunciata dalla catena di trasmissione priva di O-ring, da sostituire appena presa la moto dal concessionario (foto a destra).

Il collettore dello scarico disegna un'ampia voluta che, seppur in posizione abbastanza elevata, aumenta i rischi di danneggiamenti in caso di sassate o cadute oltre al rischio ustione.

Veniamo ora a vedere quale è il comportamento di questo ramarrone verde nell'utilizzo sul campo.

Per effettuare il test abbiamo portato la quattro e mezzo di mamma Kawasaki lungo due delle più belle e tecniche mulattiere dell'appennino Lazio-Abruzzese. La famigerata "sasso smosso" nei pressi di Vicovaro Mandela e la "mulattiera del pollaio" di Rio Freddo.

La trazione del propulsore è fenomenale. Ha un poderoso tiro sin dai bassi regimi, accoppiato ad una progressione molto piatta e gestibile fino al raggiungimento della coppia massima dove si scatena in esplosioni di potenza e divertimento puro!

Sulle pietre la KXE sembra davvero volare. La sua leggerezza è tale che più di smuovere l'ostacolo lo scavalca agevolmente, facilitata dall'ottimo lavoro delle sospensioni che non trasmettono quasi le asperità assorbite al pilota.

 

In discesa è sufficiente lasciar fare tutto alla moto e godersi lo spettacolo e la velocità in tutto relax e perfetto controllo dellla situazione.

Nella seconda mulattiera caratterizzata dal fondo argilloso sono emerse le doti di guidabilità nei veloci cambi di direzione tra i tornanti con appoggio.

Per completezza abbiamo portato questo gioiellino lungo una velocissima sterrata per saggiarne il comportamento sul veloce e la sua stabilità ci ha molto sorpreso.

L'unico vero limite è stato avvertito lungo i seppur brevi trasferimenti bitumici laddove non è facilmente gestibile un passo superiore agli 80-100 Km/h.

Nel test abbiamo riscontrato solo due inconvenienti: il cedimento del paraolio destro della forcella ed un malfunzionamento del tachimetro che a moto ferma segnava velocità a casaccio. Per il resto la moto è stata una rivelazione da tutti i punti di vista ed una enduro al 100% nonostante la stretta derivazione dal modello nato per il motocross.

Dopo aver provato questo gioiello aspettiamo ancora più impazientemente l'arrivo sul mercato della nuova KLX 450R che introdurrà l'avviamento elettrico ed alcuni particolari studiati appositamente per un uso enduristico.

Speriamo che la moto vi sia piaciuta almeno la metà di quanto è piaciuta a noi e, invitandovi a scaricare la videoprova, vi diamo appuntamento al prossimo test degli Enduristi Anonimi.

SCARICA IL FILMATO

Clicca sull'anteprima in alto e goditi il videotest!!

KL Spa
top