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TIVOLI PIETRASECCA E RITORNO

In una tiepida domenica di giugno gli Enduristi Anonimi Gabriele, Simone, Sandro, Franchino, Fabio ed il nuovo arrivato Valerio, si danno appuntamento a Tivoli per un giro piacevole lungo il percorso del vecchio giro di Tivoli, che purtroppo ha perso molto del suo fascino per via delle continue pavimentazioni del manto stradale che via via hanno privato il percorso di lunghi tratti di strada bianca.

 

 

 

 

Dopo un susseguio di tratti di strade interpoderali in cui è il panorama ad essere il vero protagonista piuttosto che la guida, si raggiungono le campagne intorno a Vicovaro dove c'è una bellissima mulattiera rocciosa che ogni anno peggiora e diventa sempre + divertente, fortunatamente nella stagione secca è molto facile.

 

Malgrado la semplicità, comunque relativa, in questo tratto più di un pilota ha avuto problemi...

...qui vediamo Sandro che benchè si sia dimostrato negli anni uno dei più grandi agonisti del nostro gruppo rovina a terra da vero pirla

 

 

 

 

Passerà il resto della gita a dire che non è mai successo e che lui è e resta il migliore!!! Ce lo ha detto talmente tante volte che ci siamo tutti convinti, questo probabilmente è un fotomontaggio...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un bravo a Valerio che, avendoci avvertito di essere alle prime armi, dopo un iniziale incertezza che lo ha costretto a tornare indietro (qui lo vediamo aiutato da Simone e Franchino) ha affrontato e superato l'ostacolo senza ulteriori incertezze.

 

 

 

Anche il nostro Franchino incontrerà non poche difficoltà su questo tratto, ma alla fine ne uscirà alla grande...

Dopo questo primo "strappetto tecnico" che finalmente ci dà la giusta soddisfazione, si inizia una serie di salite ricche di cespugli e curve che ci ricollegherà a stradoni di breccia dalle alte velocità

 

 

 

 

 

 

Al termine della salita, infatti, terminano i sentieri appena battuti, come questo a sinistra, ed iniziano delle strade brecciate che ci porteranno velocemente e di traverso ad ogni curva, sino al bar di Arsoli dove una procace e bella barista ci servirà drinks e scariche ormonali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui sotto potete ammirare le grazie della ragazza in netta contrapposizione con le nostre facce da assatanati riflesse sullo specchio posto dall'altro lato del bancone...

 

 

 

 

 

Sono proprio dei simpatici mattacchioni sti Endusristi Anonimi...

 

 

 

Di fronte al bar incontriamo il prototipo dell'E.A. un simpatico ragazzo in infradito a cavallo di un Koala in colorazione mimetica.

 

 

 

 

 

 

 

Una volta rifocillatici, ci si avventura nuovamente verso Carsoli passando per una serie di sterrate che ci porteranno alla famigerata mulattiera del pollaio, dove tutti gli anni il contadino ci insegue col forcone... ahahahah!

 

PS: quest'anno il contadino non s'è fatto vedere il che c'ha impedito di rinnovare il teatrino per Sandro, Valerio e Simone che per la prima volta affrontavano la mulattiera in questione

 

 

 

 

Eccoci in carovana sui sentieri erbosi verso la mulattiera del pollaio che porta dal fondo della valle al centro del paese di Rio Freddo

 

 

 

Ecco Sandrino salire la salita del pollaio che, seppur estremamente semplificata dal fondo asciutto, resta sempre molto bella da guidare. Inizia da un tratto di sottobosco e prosegue in una serpentina di canaloni scavati dall'acqua piovana, che si susseguono in curvoni in appoggio a destra e a sinistra

Questa è la porta del famoso pollaio

Giunti alla sommità del paesino, ci fermiamo per bere ad una fontanella, ammiriamo Simone in un accoppiamento innaturale con Gabriele che sta per pronarsi per bere...

Dopo questa rinfrescante bevuta ci siamo fermati al primo rifornimento di benzina a Carsoli e ci siamo apparecchiati per il nostro rifornimento presso un buon ristorante locale.

Sempre Simone intento a raffreddare il motore rovente del Kappone di Gabriele

 

Eccoci seduti al tavolo all'attacco dell'antipasto...

 

 

 

 

 

A seguire agli antipasti ed un buon piatto di primo, come potevamo rinunciare ad un secondo di carne in un posto che possiede un banco da macelleria come questo nella sala??? Ovviamente dolce, caffè ed ammazza caffè faranno da antitodo all'abboffata.

 

 

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Il vino, gli amari, le numerosi libagioni e la stanchezza, ci obbligano a qualche decina di minuti di riposo, minuti nei quali ci siamo distinti per maturità e misura...

 

 

 

 

 

Sandro mostra la giusta alimentazione di un atleta, presto una pagina nella sezione tecnica del sito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo poco, comunque, la voglia di fuoristrada supera il richiamo della pennichella

 

 

Appena fuori Carsoli si inizia un tratto molto bello lungo il letto del fiume Torano che ci permette in un tratto di giocare a far guadi rinfrescandoci e svegliandoci dal torpore digestivo

 

Dopo questo guado irruento Franchino non riuscirà più ad asciugarsi completamente...

 

 

Ancora sterrate e veloci tratti guidati in salita fino a raggiungere il paesino di Tufo.

 

Poco prima di entrare in paese l'amara scoperta, Franchino fora il posteriore, ma non ci si perde d'animo in 10 minuti si ripara la ruota, sostituendo la camera d'aria e si riparte.

 

 

 

Guardate come si era maciullata la camera a causa di una pressione troppo bassa e dell'assenza del fermacopertoni

 

 

 

 

 

 

Si riparte, ma dopo poco, giunti al paesino di Pietrasecca ci accorgiamo che il giro di Tivoli viene interrotto dalla costruzione di barriere guard rail messe dalla società autostrade che non ci permettono il passaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un primo e fallimentare tentativo di trovare una strada alternativa che ci ha portato in un tratto di sottobosco ricco di escrementi di vacca, non resta che rientrare percorrendo a ritroso il percorso fatto per arrivare fino a qui.

E' tutto il giorno che l'amico Valerio ci chiede delle "mule" ed io gli spiego che "mule" è termine che usano in nord Italia mentre da noi si usa il più corretto termine "mulattiera", fatto sta che tornati a Rio Freddo, al pollaio, ci si para davanti una mula!!

Spenti i motori si passa uno alla volta per non innervosire inutilmente la povera bestia, a destra ammiriamo Valerio tenere calma la sua "mula del pollaio"

Ancora qualche colorito passaggio nei caratteristici vicoli dei paesini abruzzesi per poi rituffarsi nella mulattiera di Vicovaro, questa volta da affrontare in discesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il rientro a Roma, come di consueto, avviene per l'ora di cena.

Unico rammarico non essere riusciti a raggiungere il lago del Turano.

Magari la prossima volta con l'aiuto di Marino ce la faremo, trovando anche maggiori varianti di fuoristrada. Alla prossima...

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